Rituali

Nei secoli il concetto di rituale è stato sempre legato alle pratiche di carattere religioso, ma in realtà in origine non era così. Il Rito è semplicemente un’azione compiuta secondo regole prestabilite, è un protocollo che consente di ripetere un evento in modo da ottenere sempre (o quasi) un determinato effetto. Poichè il Rito è un insieme di comportamenti efficaci, può essere descritto attraverso un algoritmo, ma come tutti sappiamo anche il migliore dei programmi può contenere dei bachi, ovvero non prevede gli imprevisti. Tutte le culture hanno inizialmente elaborato rituali per la necessità di conservare la conoscenza acquisita: le tecniche (come si accende il fuoco, come si fa un vaso, come si cuoce il pane, ecc.) sono matrici rituali ancestrali, tanto più potenti quanto determinanti per la sopravvivenza.

Il Rito nel tempo si è poi evoluto comprendendo progressivamente il piano emozionale (riti di passaggio, matrimoni, nascite, ecc.), quello intellettuale (arte, affabulazione, scrittura, ecc.) e infine quello spirituale (unione con le forze naturali, guarigioni, tabù, ecc.). Il Sistema Rituale costituisce una delle peculiarità più importanti della specie umana, rispetto alle altre che sfruttano quasi esclusivamente la trasmissione genetica: è un sistema dinamico, in quanto l’uomo è cosciente dei continui cambiamenti contestuali che trasformano l’ambiente e lui stesso, ma talvolta gli aggiornamenti non avvengono proprio in tempo reale, ma a distanza di un certo tempo. Inoltre, chi conosce il procedimento rituale che consente di ottenere un determinato scopo ha potere su chi non lo conosce: tale potere può ovviamente essere utilizzato per aiutare il prossimo o per costringerlo alla sottomissione.

La storia è ricca di esempi che ci mostrano come l’intenzione di rendere un servizio all’umanità (ogni scienza è il dono di un particolare rito) possa produrre una catena di eventi volti al suo asservimento: il messaggio cristico, in prima linea contro la schiavitù, pilastro della società romana dell’Impero, finisce distorto dagli orrori dell’Inquisizione e della colonizzazione bianca; la scoperta della radioattività costa la vita ai Curie, intenti a farne un mezzo diagnostico efficace, ignari, per loro fortuna, dei morti di Hiroshima e Nagasaki (ieri Cernobyl e oggi Jadugoda in India).

Verrà fatta un’introduzione alle pratiche Nyasa, Adiyaga e Homa.

“Tale sacrificio è chiamato con il nome di Adiyaga, vuoi perchè da esso è presa (ada-) l’essenza, vuoi perchè è il sacrificio principale (adi)” Abhinavagupta – TANTRALOKA, Cap. XXIX.164

Questo è il paragrafo che contiene la parola che abbiamo scelto come nome del Centro. La frase citata ricorre al termine del capitolo 29 che tratta del Rituale segreto, ovvero quello che comunemente viene identificato come il fondamento della pratica tantrica.